Grechi: «Fare rete tra imprese e territori, è l’unica strategia per affrontare il 2026»
VIGEVANO – La rotta la indica il presidente: «Fare rete vera. Mettersi insieme non solo tra imprese, ma anche tra territori e tra associazioni. È l’unica strategia possibile». Luigi Grechi ha aperto così il suo intervento all’assemblea annuale di Confartigianato Imprese Lomellina, lunedì 27 aprile a Vigevano per l’approvazione del bilancio 2025. Un’apertura che non è stata solo uno slogan ma la tesi che tiene insieme tutto il discorso, il filo con cui il presidente lega il consuntivo di un’annata densa e lo sguardo su un 2026 segnato dall’incognita totale.
IL BILANCIO DELL’ANNO: PNRR ANTICIPATO
E ARTSER IN TUTTA LA PROVINCIA
Il 2025 dell’associazione viene presentato con «una soddisfazione» per il lavoro svolto. Due i capitoli che il presidente sceglie di mettere in evidenza. Il primo è il premio fedeltà al lavoro artigiano di ottobre dedicato al Pnrr, nel quale Confartigianato Lomellina ha acceso i riflettori sulle ricadute del piano sul territorio: un’iniziativa che oggi appare in anticipo sul dibattito nazionale, che ruota intorno alla scadenza di giugno 2026 e all’ipotesi di proroga a dicembre. «Siamo stati anticipatori – osserva Grechi – Oggi il tema è al centro dell’economia nazionale, perché il Paese si trova finalmente a fare i conti con ciò che è stato realizzato e con ciò che è rimasto sulla carta».
Il secondo capitolo si chiama Artser. La struttura di servizi dell’associazione ha consolidato nel 2025 la presenza in tutta la provincia di Pavia. «Oggi i soci trovano una risposta quando chiedono, dove chiedono, sul tema che chiedono – sottolinea il presidente – In un tempo in cui gli imprenditori hanno bisogno di essere accompagnati e non solo rappresentati, avere Artser radicata sul territorio fa la differenza».
UN 2026 SENZA MAPPA: IL PREZZO NON SI FORMA PIÙ
Lo scenario che attende le imprese nel 2026, avverte Grechi, è «un’incognita totale». Gli imprevisti si moltiplicano – in primis la guerra scoppiata in Medio Oriente a febbraio – e la tensione maggiore si scarica su energia e materie prime. Il nodo tecnico è di quelli che paralizzano la vita quotidiana delle Pmi: manca la formazione del prezzo. «Come faccio a sapere quanto mi costerà il prodotto fra sei mesi? Non so cosa pagherò in bolletta, non so cosa pagherò per le materie prime, e questo si riflette immediatamente sui miei clienti: non posso accettare ordini a prezzo imposto. Questo blocca tutto. Se non hai margini elevatissimi, non sai cosa fare».
Dalla Germania arrivano segnali di rincari ancora da quantificare. Il risultato, in attesa di un quadro leggibile, è un’economia che si congela: «L’unico modo per affrontare un contesto del genere, quando lo affronti da solo, è fare il minimo indispensabile. Pochi investimenti, solo ordini sicuri, solo margini elevati. Un’attività conservativa e non espansiva». Con un effetto collaterale di cui il presidente non tace: «Ci eravamo dati tanti nuovi propositi, ma nell’incertezza diventa difficile persino essere più sostenibili. Tutto è come congelato».
A confermare la fase, un dato uscito in queste ore sulla stampa pavese e citato in assemblea: la cassa integrazione ordinaria si è ridotta, ma quella straordinaria è esplosa con un aumento del 72%. «Non è un tecnicismo – rimarca Grechi – La Cig ordinaria racconta fermate temporanee, quella straordinaria racconta crisi profonde, imprese che chiudono. E non è solo un problema della manifattura: tocca anche l’edilizia. Le ore lavorate stanno diminuendo».
LA ROTTA: FARE RETE VERA, TRA IMPRESE E TRA TERRITORI
È a questo punto che il presidente riprende il filo dell’apertura. «Le competenze nel nostro territorio ci sono ancora. Si possono affrontare mercati che non abbiamo mai approcciato. La sostenibilità, lungi dall’essere un vincolo, è un’occasione di sviluppo: la produzione di massa in Italia sta calando e la partita si gioca su qualità, specializzazione, filiera corta, saper fare. Questo solleva alcune imprese. Ma da sole, le imprese, non ce la fanno».
Da qui il doppio livello di aggregazione che Grechi propone come strategia per il 2026. Il primo livello è tra imprese: «Come associazione possiamo studiare insieme le direzioni future e offrire occasioni di confronto, networking, ritrovo. Non è facile, l’orizzonte resta nebuloso, ma è così che si apre una strada». Il secondo livello va oltre: «Mettersi insieme non solo tra imprese, ma anche tra territori e tra associazioni. Creare aggregazioni che abbiano la capacità di unirsi e di pesare».
La chiusura dell’intervento è l’unica concessione retorica di un discorso altrimenti fatto di dati e argomenti: «È così che si affronta il futuro prima che sia il futuro ad affrontare noi».
