Fidarsi di uno stagista conviene all’azienda: parola di titolare

Il tirocinante, con una solida base teorica dovuta ai tre anni di studio universitario in Amministrazione, controllo e finanza aziendale, ha ipotizzato fatturati, incrementi, spese, analizzando i vecchi bilanci e trasferendoli nel futuro. Ha, quindi, redatto il bilancio quinquennale di previsione dell’azienda e stilato il business plan per il futuro. Tornando indietro Roberto Gaviglio, titolare da oltre trent’anni della ditta Gavo Impianti Elettrici Srl di Vigevano, riprenderebbe subito Matteo Calcagno come stagista. Quello di Gaviglio, anche vicepresidente di Confartigianato Lomellina, è un messaggio: «Colleghi, fidatevi dei giovani».
«Crediamo – spiega l’imprenditore – nell’unione tra imprenditori e nella formazione nelle scuole, per la quale sono attivo in prima persona. I primissimi corsi di orientamento proposti ci permettono di entrare addirittura nelle scuole materne. Sapeste quanto quei bambini sono affascinati dai piccoli giochini che spiegano come funziona l’energia elettrica…».

Poi le medesime nozioni vengono spiegate con maggiore struttura alle scuole elementari. Alle superiori invece già si parla di “tirocinio”. «E di questi studenti – prosegue Gaviglio – ne abbiamo avuti tanti. Non ci erano mai capitati studenti universitari, però, come Calcagno, che sta per laurearsi nel corso triennale all’università di Pavia. Questo perché non avevamo convenzioni con atenei». Come sempre o quasi in Italia, tutto è nato col passaparola: tramite conoscenze, il ragazzo ha chiesto di poter effettuare lo stage lì, per lui obbligatorio. Ma non si è limitato, come a volte accade, a fare le fotocopie. Ha voluto incidere. Lo spiega lo stesso Gaviglio. «Visto che lavoriamo soprattutto nel Milanese, avevamo l’idea di espanderci lì con un piano da presentare alle banche. Ci ha pensato Matteo. Inoltre, ha acquisito competenze, ha visto come funziona un’azienda, ha capito soprattutto che la sua tesi di laurea poteva basarsi su questa esperienza. Di sicuro non perderemo questo contatto: vedremo se potremo aiutarlo in futuro come lui ha dato una mano a noi».

Tutti gli anni la Gavo Impianti Elettrici Srl prende con sé almeno tre o quattro tirocinanti in giro sul territorio, tra istituti tecnici e professionali. Alcuni li assume. «Si tratta – prosegue il vicepresidente di Confartigianato Lomellina – di forza lavoro fresca che inizia a guardare oltre il mondo scolastico. Poi bisogna pensare a come farli restare, perché se son bravi diventano anche appetibili per altri. Vanno valorizzati, i giovani, perché tolti quelli che davvero dovrebbero guardare ad altre professioni (ma ci son sempre stati), quelli validi hanno un modo diverso di comportarsi dal nostro. Non giusto o sbagliato, migliore o peggiore: diverso. Bisogna capire che lingua parlano e soprattutto formarli dal punto di vista pratico. A scuola apprendono soprattutto la teoria. Il modo di comportarsi al lavoro invece deve arrivare da te, imprenditore, se vuoi mantenere viva la tua azienda». Un messaggio forte che Roberto Gaviglio rivolge anche agli altri imprenditori: «Credete nei giovani, non ve ne pentirete».

Lo stesso co-protagonista, Matteo Calcagno, se tornasse indietro rifarebbe tutto. «Sicuramente questa esperienza mi ha permesso di mettere in pratica tutta la teoria, i concetti e i principi appresi durante questi tre anni di università in un contesto reale e in una realtà aziendale vera, dopo la base solida “sulla carta». «Lo rifarei perché sia a livello personale sia professionale mi ha aiutato tanto a crescere, offrendomi uno sbocco lavorativo concreto. Roberto mi ha aiutato a comprendere il modello di business, affacciandomi alla concretezza dell’azienda. Consiglierei questa esperienza ai ragazzi come modo di affacciarsi al mondo aziendale: analisi dati, raccolta di informazioni, pianificazione economico-finanziaria, problem solving generale, metodo di lavoro, capacità di risolvere i problemi. Ora nel mio bagaglio c’è tutto questo».