Il patto per salvare un territorio che muore

Raddoppio ferroviario, sicurezza, rendersi attrattivi (come imprese) per i giovani. Forse il fulcro vero del dibattito di domenica mattina all’auditorium San Dionigi riguarda… quello che accadrà tra un anno. I sindaci di Vigevano e Mortara, Paolo Previde Massara e Fabio Farina, si ritroveranno tra dodici mesi per rendere conto cosa sarà stato fatto, nel frattempo, negli ambiti chiave della sanità, della qualità della vita, delle infrastrutture, della sanità. Un “patto” siglato davanti a Luigi Grechi, presidente di Confartigianato Lomellina, prima del conferimento del premio Fedeltà al lavoro artigiano a 18 piccoli imprenditori attivi in modo continuativo da almeno trent’anni.

Sono intervenuti il consigliere regionale Andrea Sala e il presidente di Confartigianato Lombardia Eugenio Massetti. Come ogni anno si sono affrontati i grandi temi che preoccupano la quotidianità di chi fa impresa. Come, ad esempio, i costi dell’energia. La frase ricorrente, «13 chilometri», è più di un mero conteggio dello spazio che separa Vigevano e Mortara: riguarda semmai una riflessione su come colmarli, siccome spesso sembrano molti di più. Vigevano spesso viene vista «fuori» dal territorio della Lomellina, che del resto non ha mai preso consapevolezza delle proprie potenzialità. «Ci dobbiamo svegliare», ha ammesso Farina. «Il confronto col territorio – sottolinea Previde Massara – serve per capire come muoverci insieme, siccome gli interessi delle due città non sempre coincidono». Frasi di due amministratori freschi di nomina, e in due liste civiche. Si tratta di un segnale preciso. «Ho tenuto la delega all’urbanistica – ha chiarito il nuovo sindaco di Mortara – perché è la più legata al mondo delle imprese la città ha esaurito le aree di carattere industriale e artigianale. Si deve pianificare il futuro con la possibilità di recupero del dismesso in passato e garantire meno spese per le imprese che vogliono insediarsi». Allo stesso modo, Vigevano approverà un Pgt che non stravolge nulla, con l’obiettivo della nuova amministrazione di recuperare le aree industriali private dismesse. «Bisogna – così Previde Massara – trovare imprenditori che si propongano alla città. Noi dobbiamo renderci attrattivi».

Un esempio è a portata di mano: l’Oltrepò Pavese. Una zona che fa rete e che è senza dubbio più “avanti” della Lomellina, in molte cose. Noi siamo “il parente povero” di una zona marginale: la provincia di Pavia ha preso appena il 3 per cento dei fondi Pnrr arrivati in Lombardia. La Lomellina appena il 20 per cento di quel denaro. Qui ormai non investe nessuno: per forza, che non arrivano i finanziamenti.
Proprio sulla scarsa coordinazione del pubblico è intervenuto Grechi, che è anche imprenditore: «Le imprese facciano uno sforzo, perché gli sportelli unici delle attività produttive comunali a volte rispondono tardi e male. Ci sono Comuni vicini tra loro che usano software e addirittura norme diverse, e complicano tutto».
Gli ultimi grandi temi sono due: raddoppio ferroviario e sicurezza. La Mortara – Milano, linea obsoleta, sistematicamente tra le peggiori d’Italia, ci taglia fuori nel disinteresse delle istituzioni. «Bisogna coinvolgere – sostiene Farina – anche i Comuni limitrofi, che pur non avendo la stazione ferroviaria gravitano sulle nostre. Ci vogliono ordini del giorno nei consigli comunali per firmare una lettera congiunta, facendoci comunque sentire anche prima dell’ipotetico raddoppio per migliorare un servizio indegno». «Abbiamo parlato – ha aggiunto Previde Massara – anche col sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai, per iniziare un protocollo d’intesa con dieci municipi della zona. Sono già una decina. L’obiettivo è avere più treni, e più rapidi». Nessun imprenditore ha paura delle infrastrutture. Semmai, ne ha dello spopolamento. Ad esempio, chi fa impresa storce il naso nel vedere i lavori per il quarto binario sulla linea Legnano – Milano? No. Semmai, lo storce vedendo le condizioni della Milano – Mortara. Quindi i presenti non hanno dubbi: le priorità sono l’autostrada Broni – Mortara, la gronda occidentale della tangenziale esterna di Milano, l’apertura del nuovo ponte sul Ticino.

Poi c’è la sicurezza, altro settore delicato. Previde Massara: «Nell’immediato la risposta può essere data dalla polizia locale che a Vigevano ha anche aumentato le pattuglie. Abbiamo ben quattro forze di polizia, qui. Esiste una trasformazione sociale, con un extraeuropeo su cinque abitanti. Può essere sia un problema sia un’opportunità: dipende come ce la giochiamo. I risultati si vedranno da molti anni». Farina: «Noi abbiamo solo due forze di polizia. Studiamo un discorso di rete. La poca sicurezza è la conseguenza della scarsa attrattività. Mortara ha scarsi indici di appeal del costo delle case, anche 600 al metro quadro. Si migliori anche la “qualità” delle persone che arrivano. E poi c’è quel patto, con la disponibilità dei primi cittadini a rendere conto tra un anno su cosa è stato fatto per sanità, qualità vita, infrastrutture, istruzione

Previde: «vorrei essere giudicato fra un anno su ciò che abbiamo prodotto». Farina: «Condivido l’impegno e aggiungo che sarebbe bello annunciare di aver cantierato un progetto».

Fedeltà al lavoro: premiati gli artigiani del territorio attivi da trent’anni

Da trentanove anni questo Premio racconta una storia fatta di lavoro, passione, sacrificio e profondo legame con il territorio. Una storia che coincide con quella di tante imprese artigiane che, attraverso l’impegno quotidiano, hanno contribuito alla crescita economica, sociale e culturale della Lomellina. Le parole di Roberto Gallonetto, segretario generale di Confartigianato Imprese Lomellina, hanno introdotto la consegna del premio alla Fedeltà al lavoro artigiano. La cerimonia domenica 18 ottobre all’auditorium San Dionigi.
Ecco l’elenco completo degli imprenditori premiati domenica per la loro lunga attività nel settore artigiano. Dal comparto degli impianti elettrici ed elettronici emergono Davide Bavera e Andrea Galletti di Vigevano, specializzati in impianti elettronici e antifurto, Carlo Bocca Corsico Piccolino e Marco Bonomi, sempre di Vigevano, attivi nell’impiantistica elettrica civile e industriale, e Maria Cristina Legnazzi, che si occupa di impianti per la produzione, il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica. Il settore della meccanica è rappresentato da Riccardo Carretta di Mortara, specializzato nella progettazione, costruzione, installazione e manutenzione di apparecchiature meccaniche. Nel comparto automotive figura Michele Galazzi di Cilavegna, titolare di una carrozzeria, mentre Emanuele Bernardini di Gambolò opera nell’installazione di impianti idraulico-sanitari. L’artigianato specializzato conta Alberto e Carlo Ballarin di Mortara, attivi nella realizzazione di protesi dentarie, Gabriele Bensio Grossi, Alessandro Iberti e Maurizio Marchesi di Vigevano, specializzati in timbri, targhe, serigrafie, insegne pubblicitarie e stampa digitale, e Paola Giacometti di Vigevano, che si occupa di toelettatura per cani. Il comparto calzaturiero, storico della zona, è rappresentato da Sandro Rizza di Vigevano, specializzato nello sviluppo di modelli in serie di suole. Completano il quadro Stefania Borloni e Alessandra Federico di Mortara e Irene Ruggirello di Vigevano, attive nel settore dell’acconciatura. Un premio speciale è stato assegnato ad Antonio Verza per una vita dedicata all’artigianato, vissuta con impegno e passione, che ha trasformato il mestiere della fabbricazione di calzature in un esempio di competenza e professionalità.
Durante la cerimonia è stata consegnata a Dayana Michelle Cueva Martinez la borsa di studio “Angela Picchi”, giunta alla ventesima edizione. La giovane ha conseguito alla Fondazione Roncalli di Vigevano, nell’area formazione, il diploma professionale di tecnico dell’acconciatura con 100/100 e l’abilitazione all’esercizio autonomo della professione. Attualmente prosegue gli studi all’istituto “Ciro Pollini” per conseguire la maturità. Nel corso degli anni si è distinta per costanza, impegno, serietà e spirito di collaborazione, dimostrando elevate competenze sia nelle attività didattiche e di stage sia nelle iniziative extracurriculari. Sempre disponibile ad aiutare i compagni e a lavorare in team, ha rappresentato un esempio positivo di crescita professionale e umana.