Vigevano-Malpensa e ponte sul fiume Ticino: «Siamo fuori dal mondo»

V«Doveva essere l’anno delle grandi opere e delle scelte coraggiose ma siamo ad agosto e ancora non abbiamo la superstrada Vigevano-Malpensa, nonostante qualcosa dal Cipe si sia finalmente mosso. Peggio sta andando al ponte sul fiume Ticino per il quale i 23 metri ancora da ultimare dovranno passare da una nuova gara d’appalto, accumulando ulteriori ritardi».

Ha un retrogusto amaro l’analisi dello stato dell’arte delle opere più importanti per la Lomellina delineata dal presidente di Confartigianato, Luigi Grechi, che a inizio anno aveva lanciato un appello perentorio alle istituzioni: «Il 2019 dovrà essere l’anno dei ponti e delle strade. Penso al ponte sul Ticino, per il quale siamo vicini all’apertura e all’appalto della Vigevano-Malpensa. Creare reti infrastrutturali renderà il nostro un territorio aperto».

Parole che oggi hanno il sapore della beffa, soprattutto alla luce delle peripezie che interessano da anni il ponte sul fiume Ticino. Va un po’ meglio sul fronte superstrada, che di recente ha registrato lo sblocco dei fondi dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e per la quale adesso si spera nell’avvio dei cantieri entro fine anno. Meglio tardi che mai. Ma i ritardi, nel frattempo, ci sono stati. Senza contare che sui cantieri pesa l’esito dei ricorsi al Tar presentati da Città Metropolitana e Parco Agricolo Sud Milano.

Meno incoraggianti sono, lo si diceva, le notizie in arrivo dal fiume Ticino, con il ponte fermo, e il completamento subordinato a una nuova gara d’appalto e a tutte le incognite che ne conseguono.  

Anche qui, ci sarà da mettere in conto un bel po’ di pazienza: secondo le ultime informazioni, le nuove gare dovrebbero scattare a fine anno. A seguire, si dovrà comunque aspettare il completamento del nuovo iter. In questo trascorrere dei mesi, il conto più salato rischiano però di pagarlo le imprese: «La competitività è un treno sul quale altri territori stanno salendo o sono già saliti, portando le relative imprese ad avvicinarsi agli standard europei: e il nostro?» si domanda retoricamente Grechi, che ribadisce: «Non si possono fermare ancora a lungo i collegamenti tra Vigevano e il mondo».

Soprattutto quel mondo che si muove (da Malpensa, anche attraverso il potente mezzo del cargo) e che fa business (a Milano e in Europa). «Altrimenti – rimarca il presidente di Confartigianato Lomellina – il rischio sarà quello di far perdere la fiducia a chi, ancora oggi, sceglie di investire su questo territorio». Via i capitali, via l’economia: l’equazione è senza appello.

«Andremo avanti? A questo punto ci crediamo sempre meno e, più passano i mesi, più cresce lo sconforto» ammette il presidente Grechi, che snocciola amara ironia: «Dovrà forse intervenire la tecnologia con nuovi collegamenti – i droni? – per superare gli ostacoli delle strade e dei ponti». I droni, certo, ci sono. Basteranno? No, neppure loro basteranno.