Malandra brinda ai 70 diventando grande e puntando sull’export e sulla qualità

Un 2020 che segnerà i 70 anni di vita dell’azienda, ma che non rappresenterà certo un punto di arrivo, quanto piuttosto di ripartenza verso nuovi traguardi. Anche internazionali. La vigevanese Malandra srl – specializzata in fusioni di alluminio in conchiglia e pressofusione per l’industria automotive, dei motori elettrici, petrolchimica, ma anche navale, aeronautica, e alimentare – guarda infatti al domani con idee molto chiare e la consapevolezza di chi ha alle proprie spalle una storia solida e attenta alle evoluzioni del mercato.

PRIMO PASSO: GLI STAMPI
«A iniziare nel 1950 fu mio padre Giovanni – racconta il titolare Lorenzo Malandra – che aprì un’officina meccanica di stampi per calzature». Un settore che sul territorio visse un periodo importante. «Per molti anni l’azienda ha lavorato benissimo, anche e soprattutto all’estero. Dopo la sua scomparsa, nel 1979, assunsi la gestione dell’attività, decidendo poi nel 2000 di convertire la produzione in fusioni di alluminio. La ditta era caratterizzata da due distinti rami, l’officina e la fonderia, e decisi di puntare sulla seconda, cercando con il tempo di migliorare e ampliare il nostro operato e il raggio d’azione». Si giunge così all’epoca contemporanea, con l’ingresso in azienda, nel 2016, di Melissa Malandra, figlia di Lorenzo. Tre generazioni, quindi, per una fonderia che oggi «sta crescendo – evidenzia proprio Melissa – abbiamo infatti in progetto un importante ampliamento. Nell’attuale sede disponiamo di circa 1500 metri quadri complessivi, 500 dei quali dedicati alla produzione. Ci trasferiremo, sempre a Vigevano, in un’area di circa 5000 mq totali, con un raddoppio dello spazio produttivo».

Uno sviluppo notevole, per un’attività particolarmente ricca di contenuti: qui infatti prendono forma pistoni per macchine industriali, pompe idrauliche, componenti per macchine agricole, carcasse per motori elettrici, pedane di supporti per automezzi, particolari per macchine speciali, componenti per macchine dei calzaturifici, per macchine da cucire e per apparecchiature odontoiatriche, testate per cilindri, parti meccaniche per autobotti, componenti per macchine del caffè, corpi lampada e particolari per l’illuminazione, coprilame per il settore alimentare, particolari per il supporto di tendaggi, supporti di motore applicati in ambito aeronautico.

IL MERCATO ESTERO: L’OCCASIONE EUROGUSS
«La nostra missione, ora, è legata soprattutto all’estero. Attualmente operiamo principalmente sul mercato italiano, ma vogliamo espanderci. Anche per questo a inizio anno saremo in Germania, alla fiera Euroguss». Si tratta del più rilevante evento di settore, in programma a Norimberga dal 14 al 16 gennaio: «Una partecipazione che fa parte di un percorso ben preciso, per fare un salto di qualità. Euroguss sarà l’occasione ideale per parlare di nuovi progetti: il mercato è saturo di progetti “vecchi”. servono nuove commesse.

In Germania potremo esplorare nuovi mercato e, se possibile, creare relazioni di valore nell’ambito della fonderia, della conchiglia e della pressofusione, anche e non solo per l’automotive. Ci sono senza dubbio margini di movimento, penso ad esempio – prosegue la titolare Melissa Malandra – a settori come l’elettromedicale, i prototipi e il comparto dei motori elettrici, su quest’ultimo puntiamo in maniera particolare. Speriamo che il salone di gennaio possa essere volano di una svolta. È chiaro che occorre sempre trovare i partner giusti, si tratta di un mondo nel mondo. In futuro intendiamo anche sviluppare ulteriormente le lavorazioni meccaniche, che oggi realizziamo esternamente. È tutto, insomma, in divenire».

Ancora sulle fiere: «In Italia partecipiamo ad alcuni eventi di settore importanti, mantenere alta la soglia di attenzione è un fattore decisivo. Occorre essere molto dinamici, altrimenti si rischia di restare fuori dai giochi che contano». Sì, perché «un tempo – ricorda il signor Lorenzo – i clienti venivano a bussare in azienda… Oggi se non disponi di adeguati requisiti non combini nulla». Serve qualità, un elemento che da Malandra non manca: «Siamo certificato ISO 9001, cosa non scontata per una fonderia, e vogliamo portare avanti ulteriori certificazioni come la TÜV Süd».

SERVE SPECIALIZZAZIONE
Attualmente l’azienda conta una decina di dipendenti, con un’età che va dai 38-40 anni in su. «Non nascondiamo una certa difficoltà nella ricerca di nuovi profili, anche perché la domanda in settori come il nostro si è fatta più pressante. Alle volte sono utili le conoscenze, il passaparola, ma è complesso trovare operai già pronti e formati per rispondere da subito alle nostre esigenze. Spesso, quindi, occorre un periodo di formazione interno». La crescita di un’azienda, d’altronde, passa anche da qui.