Impianti di condizionamento, riscaldamento e… legionella

legionellaIl Centro Europeo di sorveglianza sulle malattie indica un trend di crescita in Italia della polmonite da legionella, passando dai 1000 casi del 2011 ai più 1500 del 2015. Nel 2018 si ebbero casi di polmonite in Lombardia

La legionella è un batterio che può portare a malattie infettive che colpiscono l’apparato respiratorio. La forma più grave si presenta con polmonite (“Malattia dei Legionari”). La legionella vive in bacini d’acqua naturali e artificiali e nelle acque sorgive, comprese quelle termali. Da questi ambienti può raggiungere reti di distribuzione, impianti idrici, serbatoi, fontane e piscine.

I batteri della legionella sopravvivono a temperature tra i 20 e i 55°C e muoiono tanto più rapidamente quanto più è alta la temperatura. Per questo negli impianti idrici si prevede sempre una disinfezione termica, con la circolazione forzata di acqua calda sopra i 60°C.

La malattia si trasmette in genere per via respiratoria mediante inalazione di acqua vaporizzata contenente il batterio. Le utenze e gli impianti più a rischio sono:

  • ospedali, cliniche, case di cura ed assimilabili;
  • alberghi, caserme, campeggi e strutture ricettive in genere;
  • impianti per attività sportive e scolastiche;
  • edifici con torri di raffreddamento, impianti di condizionamento, impianti idrosanitari;
  • piscine e stabilimenti termali, spa e wellness;
  • fontane decorative e cascate artificiali.

Il rischio di diffusione di legionella è sempre presente nei sistemi di produzione di acqua calda sanitaria, sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria e i loro componenti. Anche l’acqua potabile e le attrezzature sanitarie possono favorire e amplificare la diffusione di sostanze aerodisperse (Legionella sp.) e i più comuni impianti generatori di aerosol associati ad edifici (torri di raffreddamento, condensatori evaporativi, diffusori di docce, aeratori di rubinetti, vasche per idromassaggio, nebulizzatori ed umidificatori).

La possibilità di garantire una disinfezione totale è molto difficile. Per questo è preferibile limitare il problema alla fonte ed utilizzare sistemi che non stocchino l’acqua calda, ma la producano in modo istantaneo così da evitare il contatto diretto tra l’acqua accumulata e quella utilizzata.

In estate l’aria condizionata può offrire un enorme beneficio, ma bronchiti, mal di gola, dolori addominali, lombalgie, raffreddori ma anche infezioni causate da batteri e altri agenti patogeni presenti nei filtri non puliti dei condizionatori sono tra i più diffusi disturbi legati ad un uso scorretto degli impianti e al mancato rispetto delle norme legate all’igiene e alla sicurezza.

La legionellosi è proprio uno dei rischi maggiori legati alla cattiva manutenzione dei condizionatori.

Le raccomandazioni sulla giusta temperatura del condizionatore: differenza aria esterna e interna max 7 gradi e umidità  tra il 40 e il 50 per cento.

Pulizia/sostituzione periodica dei filtri è sempre di grande importanza per prevenire infezioni anche serie come la legionella: i filtri non puliti, infatti, possono trasformarsi in ricettacoli di batteri e muffe che vengono poi immessi nell’ambiente. Problemi all’apparato respiratorio soprattutto nei soggetti con allergie agli acari, alla polvere e ai pollini.

Come si presenta la legionellosi

La legionellosi  può presentarsi sia come una semplice influenza caratterizzata da malessere generale e cefalee seguiti da febbre ma a volte può essere accompagnata da sintomi gastrointestinali, cardiaci e neurologici.

Fattori predisponenti la malattia sono l’età avanzata, il fumo di sigaretta, la presenza di malattie croniche, l’immunodeficienza. Il rischio di acquisizione della malattia è principalmente correlato alla suscettibilità individuale del soggetto esposto e al grado di intensità dell’esposizione, rappresentato dalla quantità di legionelle presenti e dal tempo di esposizione. Sono importanti inoltre la virulenza e la carica infettante dei singoli ceppi di legionelle, che, interagendo con la suscettibilità dell’ospite, determinano l’espressione clinica dell’infezione.

Strategie per prevenire la colonizzazione degli impianti

  • evitare di installare tubazioni con tratti terminali ciechi e senza circolazione dell’acqua;
  • evitare la formazione di ristagni d’acqua;
  • provvedere ad effettuare la pulizia periodica degli impianti.
  • limitare la possibilità di nicchie biologiche per i microrganismi attraverso la pulizia degli impianti, la prevenzione e la rimozione dei sedimenti dai serbatoi d’acqua calda, bacini di raffreddamento e altre misure igieniche;
  • mantenere efficienti i separatori di gocce montati a valle delle sezioni di umidificazione;
  • controllare lo stato di efficienza dei filtri ed eliminare l’eventuale presenza di gocce d’acqua sulle loro superfici;

Strategie per prevenire la moltiplicazione batterica

  • controllare, ove possibile, la temperatura dell’acqua in modo da evitare l’intervallo critico per la proliferazione dei batteri (25-55°C);
  • utilizzare trattamenti biocidi al fine di ostacolare la crescita di alghe, protozoi e altri batteri che possono costituire nutrimento per la legionella;
  • provvedere ad un efficace programma di trattamento dell’acqua, capace di prevenire la corrosione e la formazione di film biologico, che potrebbe contenere anche legionelle.

Misure di prevenzione a lungo termine

  1. Informazioni preliminari circa il progetto, il funzionamento e la manutenzione dell’impianto idrico.
  2. Progettare l’impianto in modo da avere ben separate le tubature dell’acqua calda da quelle dell’acqua fredda.
  3. Programmazione di visite ispettive sull’impianto idrico al fine di: verificare possibili stagnazioni d’acqua, intersezioni tra sistemi di acqua potabile e industriale, effettuare misurazioni delle temperature di accumulo e di mandata dell’acqua calda ad uso sanitario.
  4. Programmazione di visite ispettive sull’impianto di climatizzazione al fine di esaminare lo stato degli umidificatori, delle torri evaporative, l’ubicazione delle prese di aria esterna e lo stato delle canalizzazioni.
  5. Controllo del programma di manutenzione.

Ai fini di una buona manutenzione delle condotte dell’aria occorre progettare, costruire ed installare i sistemi aeraulici tenendo anche presente le seguenti esigenze manutentive:

  • prendere in esame la possibilità di drenare efficacemente i fluidi usati per la pulizia;
  • evitare di collocare l’isolamento termico all’interno delle condotte, considerata la difficoltà di pulire in modo efficace l’isolamento stesso;
  • dotare (a monte e a valle) gli accessori posti sui condotti (serrande, scambiatori, ecc.) di apposite aperture, di dimensioni idonee a consentire la loro pulizia, e di raccordi tali da consentirne un rapido ed agevole smontaggio e rimontaggio, assicurandosi che siano fornite accurate istruzioni per il montaggio e lo smontaggio dei componenti;
  • utilizzare materiali sufficientemente solidi per i condotti flessibili, tali da permetterne la pulizia meccanica;
  • utilizzare terminali (bocchette, anemostati) smontabili.

Durante l’esercizio dell’impianto è importante eseguire controlli periodici per rilevare la presenza o meno di sporcizia. Nel caso, poi, di un intervento di pulizia, occorre assicurarsi successivamente che le sostanze usate siano rimosse completamente dal sistema.

Per informazioni sulle buone pratiche da adottare in sede di installazione di silenziatori, prese d’aria esterna, filtri, batterie di scambio termico, umidificatori dell’aria ambiente, torri evaporative, impianti di condizionamento dell’aria, canalizzazioni:
Servizio Sicurezza – ambiente@artser.it