Il Decreto Dignità è legge: tutte le novità sul lavoro e per le imprese

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Dopo la grande bagarre di Palazzo Madama, finisce tutto con la stretta di mano del premier Giuseppe Conte al vicepremier Luigi Di Maio e con un arrivederci a dopo le ferie.

Il Senato ha chiuso oggi (martedì 7 agosto) i lavori prefestivi votando a maggioranza (155 sì, 125 no e una astensione) il cosiddetto Decreto Dignità, che diventa ufficialmente legge e che nei prossimi giorni finirà dritto in Gazzetta Ufficiale. Durissime le opposizioni, grande la soddisfazione della maggioranza gialloverde e del ministro grillino per il Lavoro e lo Sviluppo Economico.

Tra le novità, a destare maggiori preoccupazioni nelle ore che hanno preceduto il passaggio alle Camere – e dalle quali sono scaturiti gli oltre 700 emendamenti rigettati dalla maggioranza al solo Senato – figurano la stretta sui contratti a termine, la reintroduzione dei voucher per i settori agricolo e turistico e la linea dura contro le delocalizzazioni. Avanti fino al 2020 con i bonus per le assunzioni degli under 35 e abolizione dello stop&go, ovvero dell’interruzione del lavoro tra un contratto a termine e un altro per il lavoro in somministrazione.

NEL DETTAGLIO
CONTRATTI A TERMINE
Dopo la sollevazione delle imprese, preoccupate dal giro di vite sui contratti a termine, la legge prevede che fino al 31 ottobre dell’anno in corso si possano applicare le regole già in vigore. Dal primo novembre, la svolta, con l’indicazione di una causale in caso di rinnovi superiori ai 12 mesi; il tetto massimo dei quattro rinnovi; la durata massima di due anni e l’aggravio contributivo pari allo 0,5% dopo ogni rinnovo. Attenzione: qualora un contratto a termine arrivi a superare l’anno e l’impresa non indichi una idonea causale per il rinnovo, scatterà in automatico la trasformazione del contratto in tempo indeterminato. Lo stesso accadrà in caso di violazioni delle norme sulla causale.

Le imprese potranno fare ricorso ai contratti a termine fino a un massimo del 30% del numero totale dei tempi indeterminati.

VOUCHER SI’ MA NON PER TUTTI
Le imprese lo avevano chiesto ma, alla fine, i “vecchi voucher” sono sì tornati in vigore, ma ad utilizzarli potranno essere solo le imprese turistiche e quelle attive nel settore agricoltura (validità: dieci giorni rispetto agli attuali tre). Per quanto riguarda le imprese del turismo, oltre il tetto degli otto lavoratori già in forza non ne potranno fare ricorso e, comunque, dovranno utilizzarli per pagare le prestazioni di pensionati, studenti sotto i 25 anni, disoccupati e percettori di forme di sostegno al reddito.

UNDER 35: NESSUNO STOP
A 35 anni ci si può definire ancora giovani? Per il legislatore sì, data la decisione di non far scendere a 30 anni il limite massimo per l’accesso agli incentivi introdotti per favorire le assunzioni dei giovani. Il bonus, così come stabilito dalla legge di Bilancio, prevede una contrazione pari al 50% dei contributi per tre anni (fino a un massimo di tremila euro).

DELOCALIZZAZIONI: RESTANO LE MULTE SALATE
Confermate, come annunciato dallo stesso vicepremier Luigi Di Maio in occasione del congresso nazionale di Confartigianato, le sanzioni per le aziende che optino per la delocalizzazione dopo aver ricevuto contributi pubblici. Chi cambierà sede e andrà all’estero entro cinque anni dal ricevimento degli aiuti di Stato, dovrà restituire quanto percepito con interessi maggiorati fino al 5%.Gli aiuti occupazionali saranno invece revocati in presenza di un taglio del 50% dei posti di lavoro.

LICENZIAMENTO INGIUSTIFICATO
Indennità per il licenziamento ingiustificato aumentata da un minimo di sei a un massimo di 36 mensilità, anche in sede di conciliazione (da tre a 27 mensilità).

SPESOMETRO E SPLIT PAYMENT
Confermati il rinvio della fattura elettronica a gennaio per i benzinai e la cancellazione del trattenimento diretto dell’Iva da parte dello Stato per i professionisti.

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