Estero, trasporti e trasferte negli stati esteri: la guida del nostro servizio

Nuova fase e nuove regole per limitare la diffusione del virus. Il nostro servizio estero, come puntualmente fatto nel corso dei momenti più acuti della pandemia, torna ad aggiornarci sulle relazioni che regolano i rapporti tra l’Italia e i principali paesi con i quali si svolgono relazioni di turismo e business.

Svizzera
A partire dal 15 giugno le restrizioni all’ingresso nei confronti dei Paesi AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein) e di tutti gli Stati UE, tra cui l’Italia e il Regno Unito, sono state revocate. Tali restrizioni (divieto di ingresso con eccezioni per cittadini svizzeri in rientro, di stranieri che abbiano un permesso di soggiorno svizzero, dei lavoratori frontalieri, per chi si trovi in condizione di assoluta necessità e per il ricongiungimento familiare di cittadini svizzeri), rimangono in vigore anche dopo il 15 giugno verso i Paesi extra-UE ed extra AELS. Per i connazionali in transito in Svizzera non è al momento prevista alcuna restrizione da parte delle Autorità federali.

Si registrano restrizioni nei collegamenti aerei e ferroviari con l’Italia. Attualmente è possibile rientrare in Italia con voli Alitalia da Ginevra e Zurigo su Roma. Si raccomanda di rivolgersi alla compagnia aerea per verificare l’operatività del proprio volo e la possibilità di rotte alternative.

Quanto ai collegamenti ferroviari, si raccomanda di verificare lo stato del treno con la società di trasporti ferroviari. Il transito in automobile è al momento consentito attraverso la Svizzera.

In relazione alle misure interne adottate, si segnala in particolare per il Cantone di Basilea Città, che dal 24 agosto è entrata in vigore la direttiva del Consiglio governativo del Cantone, con la quale si è reso obbligatorio l’utilizzo della mascherina protettiva, non più soltanto sui mezzi pubblici (direttiva emanata dal Consiglio Federale lo scorso 6 luglio), ma anche nei punti vendita, nei centri commerciali e nelle aree comuni delle scuole secondarie post-obbligatorie.

Francia
Le autorità locali hanno stabilito l’introduzione di restrizioni riguardanti i viaggiatori in arrivo in Francia provenienti dai seguenti gruppi di Paesi, a partire dal 1 agosto. Da Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Panama: devono obbligatoriamente presentare all’imbarco un test per COVID-19, realizzato nelle 72 ore antecedenti la partenza del volo. In mancanza, la compagnia rifiuta l’imbarco. Da Turchia, Sudafrica, Algeria, Brasile, India, Israele, Kuwait, Madagascar, Oman, Perù, Qatar e Serbia: ci si può imbarcare anche senza test, in questo caso, però, si viene sottoposti all’arrivo al test (in apposito hangar) e, per chi si ferma in Francia, è necessario sottoporsi all’isolamento. E’ quindi fortemente consigliato dalle autorità locali sottoporsi a test nelle 72 ore antecedenti l’arrivo in Francia. Le persone provenienti dai paesi dell’Unione Europea, inclusi coloro che provengono dall’Italia (e da Andorra, Islanda, Liechtenstein, Principato di Monaco, Norvegia, San Marino, Svizzera e città del Vaticano), possono entrare in Francia senza restrizioni.

Germania
In ragione dell’aumento dei contagi da Covid 19 nel Paese, a partire da sabato 8 agosto, il Ministero della Salute tedesco ha disposto l’introduzione di controlli sanitari obbligatori per tutti coloro che faranno ingresso in Germania da aree considerate “a rischio” secondo il Robert Koch Institut. Sarà obbligatorio mettersi in contatto con l’Autorità sanitaria localmente competente, produrre un risultato negativo al test SARS-CoV-2 o sottoporsi obbligatoriamente a tampone nel momento dell’ingresso in Germania.

La lista dei Paesi “a rischio” può essere consultata qui: https://www.rki.de/DE/Content/InfAZ/N/Neuartiges_Coronavirus/Risikogebiete_neu.html.

Il test può essere effettuato prima della partenza (non oltre 48 ore prima dell’ingresso in Germania) e deve essere accompagnato da relativa attestazione medica. In alternativa, può essere condotto direttamente nel luogo di ingresso in Germania (aeroporto, porto marittimo, autostazione).

Ove ciò non sia possibile (es. frontiere stradali), il test può essere eseguito in un secondo momento presso una struttura sanitaria abilitata, rispettando nel frattempo l’obbligo di quarantena. Il test effettuato in Germania è gratuito. Per tutti coloro che provengono dalle aree “a rischio”, vige obbligo di quarantena per 14 giorni o finché non si possa presentare un test (PCR) di negatività al Covid 19.

Austria
Nell’ambito dell’allentamento delle misure del COVID-19, le Autorità austriache hanno disposto che, a partire dal 16 giugno, i residenti o domiciliati in Austria o negli altri Paesi appartenenti allo Spazio UE-SEE + Svizzera, Regno Unito, Andorra, Principato di Monaco, San Marino e Vaticano (ma esclusi attualmente Svezia, Portogallo, Romania,  Bulgaria, Croazia e Spagna, ad eccezione delle isole Baleari e Canarie) possano far ingresso in Austria via terra o via aerea senza obbligo di presentare un certificato medico che attesti la negatività al test del Coronavirus e senza obbligo di autoisolamento, qualora provengano dagli stessi Stati sopra individuati con cui è stata ripristinata la libera circolazione e purché non abbiano soggiornato negli ultimi 10 giorni in uno Stato diverso. L’allentamento riguarda dunque anche i residenti in Italia, in provenienza dallo stesso Paese o da uno degli altri Stati europei con cui è stata ripristinata la libertà di circolazione e che non siano stati in un Paese diverso da questi (o dall’Austria) negli ultimi 10 giorni.

È stata inoltre diramata una lista di Paesi “ a rischio” Covid (Albania, Bangladesh, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Brasile, Bulgaria, Cile, Croazia, Ecuador, Egitto, Filippine, India, Indonesia, Iran, Kossovo, Messico, Moldavia, Montenegro, Nigeria, Nord Macedonia, Pakistan, Perù, Portogallo, Romania, Federazione Russa, Senegal, Serbia, Spagna tranne Baleari e Canarie, Sud Africa, Svezia Turchia, Ucraina e Stati Uniti, insieme a Provincia cinese di Hubei) in provenienza dai quali i cittadini europei dovranno sottoporsi a isolamento e, se sprovvisti di un certificato medico attestante la negatività al Covid non più vecchio di 72 ore, procurarsi necessariamente un certificato medico entro 48 ore. Se quest’ultimo certificato attesta la negatività al Covid-19, l’isolamento potrà essere interrotto.

Per gli altri Stati di partenza (diversi da quelli con cui è stata ripristinata la libera circolazione e da quelli definiti “a rischio”) continuano a valere le medesime regole: per i cittadini europei, obbligo di quarantena in assenza di certificato medico non più vecchio di 72 ore attestante la negatività al Covid, quarantena che può essere interrotta a seguito della presentazione di tale certificato.

Albania
A partire dal 1 giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento. Il Ministero dell’Infrastruttura e dell’Energia della Repubblica d’Albania ha autorizzato, da lunedì 22 giugno 2020, la ripresa dei collegamenti aerei da/per l’aeroporto di Tirana Rinas con tutte le destinazioni italiane e ha autorizzato anche la ripresa dei trasporti marittimi da/per i porti di Durazzo e Valona con i porti di Bari Brindisi e Ancona. Sarà responsabilità delle compagnie di trasporto adottare le misure necessarie per consentire la prenotazione solo a quelle categorie di soggetti esentate dal divieto di spostamento dall’Albania all’Italia, nel pieno rispetto delle ultime disposizioni legislative previste dalle competenti Autorità italiane. Le stesse compagnie saranno inoltre responsabili del rispetto dei requisiti in materia di sicurezza sanitaria.

Si ricorda al riguardo che, sono ancora vietati gli spostamenti da/per Paesi extra UE ed extra Schengen, con alcune limitate eccezioni,  salvo motivi di assoluta urgenza, lavoro, salute, studio  o per fare rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza (sono inclusi in queste categorie i titolari di regolare permesso di soggiorno in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità). Chi dovesse recarsi in Albania dall’Italia, per motivi consentiti dalla normativa, è tenuto ad effettuare l’isolamento fiduciario e ad attivare la sorveglianza sanitaria al rientro in Italia.

Belgio
Il Governo belga ha sviluppato un sistema “a semaforo”, in costante aggiornamento, nel quale vengono categorizzati i Paesi a seconda del rischio epidemiologico e le relative misure di sicurezza all’entrata e al ritorno in Belgio: https://diplomatie.belgium.be/fr. Test e quarantena sono obbligatori per chi avesse soggiornato nei Paesi extra-UE/Schengen e nelle zone indicate dal Belgio come “rosse” all’interno dell’Europa. A partire dal 26 agosto il Veneto è catalogato “zona arancione” (test e quarantena raccomandati per chi proviene dall’area).

Estonia
L’ingresso in Estonia resta comunque condizionato dal tasso dei nuovi contagiati nel paese di residenza. A tutti coloro che provengono da paesi con un tasso di contagio superiore a 16 su 100.000 abitanti viene imposto l’obbligo di autoisolamento per 14 giorni. Tale limitazione è applicata anche ai cittadini europei. Dal 31 agosto, l’obbligo di auto-isolamento si applica anche a chi proviene dall’Italia. È comunque possibile scegliere di effettuare il test per coronavirus in sostituzione dell’auto-isolamento, secondo le modalità riportate di seguito.

Lettonia
A partire dal 10 giugno il governo lettone ha dichiarato la fine dello stato di emergenza Covid-19, proclamato dal governo lo scorso 12 marzo. E’ richiesta una quarantena di 14 giorni per i viaggiatori provenienti dai Paesi, contrassegnati in rosso e giallo nell’elenco  pubblicato dal Centro per la prevenzione ed il controllo delle malattie, consultabile qui. L’Italia è stata inserita tra i Paesi contrassegnati in giallo, pertanto, dal 29 agosto, i viaggiatori che entrano in Lettonia provenendo dall’Italia dovranno osservare 14 giorni di auto-isolamento.

Ucraina
Alla luce del peggioramento del quadro epidemiologico e in particolare della crescita del numero di contagi da COVID-19 registratasi nelle ultime settimane e al fine di contenere la diffusione dell’epidemia, le Autorità ucraine hanno disposto, a partire dalla mezzanotte del 28 agosto 2020, per un periodo al momento limitato a un mese (fino quindi alla mezzanotte del 28 settembre 2020) ma che potrebbe essere ulteriormente prorogato alla scadenza, il divieto generale di ingresso nel Paese, qualunque sia il mezzo di trasporto utilizzato, a tutti gli stranieri, anche a coloro provenienti da “zone verdi” come l’Italia, ad eccezione delle seguenti categorie: coniugi, figli o genitori di cittadini ucraini; titolari di permesso di soggiorno, temporaneo o indeterminato; viaggiatori in transito entro le 48 dall’ingresso, dietro esibizione di prova documentale che si proseguirà il viaggio; studenti iscritti a corsi di studio in Ucraina; personale in servizio nelle Forze Armate ucraine; rifugiati; personale delle Rappresentanze diplomatico-consolari e delle Organizzazioni Internazionali; membri di delegazioni ufficiali; equipaggi e personale viaggiante dei mezzi di trasporto; professionisti del settore della cultura invitati da Istituzioni culturali ucraine; atleti partecipanti a eventi sportivi e accompagnatori; ingressi per trattamenti medici presso strutture sanitarie ucraine; lavoratori e tecnici specializzati, invitati da imprese ucraine.

Ungheria
Il Governo ungherese ha annunciato la chiusura delle frontiere a partire dal 1 settembre, al momento per la durata di un mese. Le restrizioni riguardano tutti i cittadini stranieri, che non potranno entrare in Ungheria. I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo.
Tra le eccezioni previste:
– viaggi d’affari di chi abbia società registrate in Ungheria;
– cittadini stranieri residenti nelle zone di confine per motivi di lavoro;
– mero transito lungo i corridoi umanitari autostradali (http://www.police.hu/en/content/humanitarian-corridor).
Maggiori informazioni saranno pubblicate non appena disponibili.

Alla luce del divieto di ingresso per i cittadini stranieri, a meno che non si rientri nelle eccezioni previste, si raccomanda di evitare tentativi di ingresso in Ungheria a decorrere dal 1 settembre e di rispettare le indicazioni delle autorità locali.

Slovenia
Dal 21 agosto le Autorità slovene hanno disposto, salvo alcune eccezioni,  l’obbligo di isolamento fiduciario di 14 giorni per chi proviene dalla Croazia. Tra le eccezioni è previsto anche il transito entro  12 ore per i viaggiatori che attraversano il territorio sloveno per far rientro al proprio Paese di residenza.

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