Leggere fa bene all’estate: i consigli dei top manager per sfruttare al meglio il tempo libero

Leggere è un investimento cruciale. Un esercizio raccomandato dai big di tutto il mondo (Obama vi dedicava un’ora al giorno mentre era presidente), ma anche imprenditori e manager di casa nostra lo confermano. Proprio citando Obama, l’ha messo a fuoco Michael Simmons in un articolo, dal titolo tranchant: se non trascorri cinque ore alla settimana a leggere, sei un irresponsabile.

Leggere molto è il miglior investimento in quest’epoca di economia della conoscenza.

Un libro può addirittura aiutare a cambiare la vita. Lo racconta Enrico Moretti Pelegato, presidente e amministratore delegato di Diadora. Avvocato, l’azienda di famiglia era Geox ma lui cercava un proprio spazio. E quando si è trattato di doversi impegnare nel rilancio di Diadora, ha raccolto la sfida.

Una premessa: Moretti Polegato parla più lingue, ovvero inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese e – tiene a precisare – veneto. Sa anche i rudimenti di ebraico e greco, ora sta studiando greco moderno. Ma il testo che ama citare porta a Nord, e negli anni Settanta: «Si intitola “L’anno della lepre” – spiega – dello scrittore finlandese Arto Paasilinna. Narra la storia di un giornalista a bordo di un’auto, che investe una lepre, l’animale ferito scappa e il giornalista decide di abbandonare la macchina per seguirla». Ne scaturiranno una serie di incontri particolari: «Questa storia indica la capacità di staccarsi da tutto e da tutti per seguire un proprio progetto».

Un coraggio che troviamo anche in un’altra lettura, indicata da Stefano Mainetti, Ceo di Polihub Servizi, l’incubatore di impresa del Politecnico di Milano.

IL BUSINESS COME UNO SPORT
«Difficile leggere come una volta – premette – ma cerco sempre ispirazione. La lettura è indispensabile. Di recente ho letto il libro di Mark Cuban su come sia possibile vincere nel business considerandolo come uno sport». Cuban ha scritto “How to win at the sport of business” e altre opere tra cui “Kid start-up, how you can be an entrepreneur”. Parliamo di un imprenditore, che ha anche rilevato 19 anni fa la squadra di basket Dallas Mavericks. Ma Mainetti apprezza anche altri generi: «Sicuramente “L’alchimista” di Paulo Coelho, ispirazionale». Mettersi in viaggio, questa volta per un sogno. «Inoltre – aggiunge Mainetti – amo le biografie come “Open” del tennista Agassi. Arrivato alla leadership mondiale, il rapporto difficile con il padre… Mi piace citare questi libri ai miei ragazzi, così si offrono gli stimoli, con il cazziatone non vai da nessuna parte».

Roberta Zivolo è un’imprenditrice segnalata dalla rivista Forbes tra le 100 donne che rappresentano il meglio dell’Italia al femminile 2019. Lei guida Progetto 2000 Group, impresa impegnata nel business process outsourcing: servizi come digitalizzazione e fatturazione elettronica.

IL BEN VIVERE E IL BENE COMUNE
«Certo che riesco a ritagliarmi il tempo per leggere – racconta – in particolare in treno nel tratto Firenze Milano e ritorno in quanto ho il marito che vive a Firenze e l’azienda a Milano. Sento che per tutta la vita sono stata in formazione per accogliere degnamente quanto mi fa incontrare. Le letture che hanno inciso sin da quando avevo 15 anni sono state di carattere filosofico in particolare Rudolf Steiner e altri». Steiner è il fondatore dell’antroposofia, che vede la realtà universale come una manifestazione spirituale. Ma Roberta deve davvero tanto ai libri: «Una decina di anni fa leggendo “Monasteri del terzo millennio” di Maurizio Pallante ho capito che non ero sola, con la sua “Decrescita felice” ha denunciato quanto vivevo personalmente. Così mi sono chiesta: ma se non ci pensiamo noi imprenditori a una soluzione non abbiamo più tempo per aspettare che intervenga lo Stato… così mi sono rimboccata le maniche e ho investito tutto quello che ho realizzato nella vita lavorativa comprando la Tenuta di San Cresci a 30 chilometri da Firenze: propongo il Ben Vivere e il Bene Comune». Eppure, c’è un libro a cui tiene più di tutto: “Terra Patria” di Edgar Morin. Dipinge la situazione pesante del nostro pianeta, ma allo stesso modo sprona non solo a sopravvivere.

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL VIAGGIO
Interessanti anche le letture dell’international business manager Bruno Carenini.

«Come manager o imprenditore come lo sono stato – precisa – non potrei prescindere dalla lettura. Leggere mi identifica con la libertà, l’indipendenza e la concretezza del valore della competenza. Quando desideriamo fortemente qualcosa nella nostra vita, gli ostacoli assumono dimensioni variabili, quindi la volontà riesce a trovare ritagli di tempo altrimenti impercettibili».

Così si concede «almeno una sera e uno spazio nel weekend per delle buone letture generiche mentre giornalmente, 30 minuti per una rassegna stampa generale e specifica permette di restare connessi col mondo circostante». Lettura fresca? «“I Frantumi dell’America” di George Packer. Non è recente ma attraverso questo autorevole giornalista del New Yorker si ricostruisce il fenomeno del cambiamento sociale e politico degli ultimi otto anni. Lo consiglio a chi ama la politica internazionale. Infine un libro ha inciso nel mio modo di vivere la vita. “Le Vie dei Canti” di Bruce Chatwin. Ha ricongiunto l’interrogativo che ad ogni mio spostamento, viaggio o trasferimento di residenza mi ponevo. Perché l’uomo sin dalle sue origini ha questo irresistibile impulso a spostarsi, a migrare? Nei viaggi ho tratto la mia risposta ma anche forgiato la mia visione di vita».