Sacchetti della spesa solo a pagamento

Dal 1° Gennaio 2018 le sportine per la spesa non potranno più essere omaggiate ai clienti ma dovranno essere cedute esclusivamente a pagamento e con l’indicazione della voce distinta sullo scontrino fiscale o fattura.

La normativa si applica a tutte le borse di plastica indistintamente, che siano realizzate con polimeri, che abbiano o no i manici, che servano per il trasporto di merci e prodotti, che siano utilizzate a fine di igiene o fornite come imballaggio primario per alimenti sfusi.

L’obbligo di far pagare le sportine e di esporne la voce distinta per ogni singola unità sullo scontrino, riguarda sia le borse monouso che quelle riutilizzabili. 

Restano escluse da questo obbligo le borse in carta, in tessuti di fibre naturali, in fibre di poliammide e in materiali diversi dai polimeri.

L’obbligo riguarda dunque i negozi alimentari e non alimentari, le attività ambulanti, le attività artigianali con vendita per asporto, bar, pasticcerie, gastronomie, ristoranti e pizzerie, chioschi, ferramente, tabaccherie e molti altri.

Rientrano in questa normativa:

  • borse di plastica in materiale ultraleggero con uno spessore del materiale inferiore a 15 micron per alimenti sfusi, biodegradabili e compostabili certificate da organismi accreditati, e con contenuto minimo di materia prima rinnovabile almeno il 40%, utilizzate come imballaggio primario o a fini igienici nei reparti di ortofrutta, panetterie, gastronomie, macellerie, pescherie ….;
  • borse per il trasporto, biodegradabili e compostabili, utilizzate per portare via dal negozio le merci e/o i prodotti (sacchetti della spesa);
  • borse riutilizzabili per il trasporto in plastica tradizionale con maniglia esterna con uno spessore del materiale superiore a 200 micron, contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30%, utilizzati in esercizi di vendita di generi alimentari; spessore del materiale superiore a 100 micron con una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% ed utilizzati in esercizi che commercializzano prodotti diversi dai generi alimentari;
  • borse riutilizzabili per il trasporto in plastica tradizionale con maniglia interna con uno spessore del materiale  superiore a 100 micron, contenenti una percentuale di plastica riciclata di almeno il 30% ed utilizzati in esercizi di vendita di generi alimentari; spessore del materiale superiore a 60 micron con una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10% ed utilizzati in esercizi che commercializzano prodotti diversi dai generi alimentari.

Per chi viola o elude la legge sono previste sanzioni da € 2.500 a € 25.000 che possono arrivare fino a € 100.000 se l’inosservanza riguarda ingenti quantità di borse di plastica, o un loro valore superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

ASPETTI FISCALI RELATIVI ALL’ESPOSIZIONE DEL PREZZO

Considerato che l’aliquota IVA della cessione delle borse di plastica è il 22%, sarà necessario adeguare il registratore di cassa riservando un “reparto” a questa operazione in quanto la norma precisa l’obbligo di “indicazione della voce distinta”.

La novità in esame non interessa soltanto i supermercati relativamente ai prodotti “da pesare” ma in generale tutti gli esercizi che utilizzano le borse / sacchetti. 

Possono inoltre essere distribuiti solo i sacchetti conformi ai sensi dell’articolo 226-bis del Dlgs 152/2006.