Fatturazione elettronica, tanti dubbi e una soluzione: per le imprese c’è eBox


Un po’ di preoccupazione c’è, perché dal primo gennaio carta, penna e Pdf andranno in soffitta per fare spazio a un nuovo “sistema di scrittura”il cosiddetto .xmle a un nuovo “postino” digitale, lo Sdi (acronimo di Sistema di Interscambio) dell’Agenzia delle Entrate. La “rivoluzione” – perché di questo si tratta – va sotto il nome di fatturazione elettronica e per i privati sarà un obbligo al quale ottemperare con strumenti nuovi e, possibilmente, semplici e creati su misura.

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LA PREOCCUPAZIONE DI SBAGLIARE
Poche le eccezioni (tra le quali rientrano i contribuenti che applicano il regime di vantaggio dei minimi e quello forfettario ma anche le fatture da e per l’estero). Ma, nei fatti, tutti dovranno poter ricevere una fattura elettronica. «Preoccupazione? Sì, come tutti ho la paura di sbagliare e di aggiungere burocrazia a burocrazia» ammette Maria Grazia Carta, imprenditrice che giovedì sera (18 ottobre) era tra gli oltre duecento partecipanti all’incontro promosso da Confartigianato-Artser a Gallarate (Varese) per promuovere eBox, la web app creata per affiancare le Pmi nell’intero iter della fatturazione elettronica. E per rispondere alle domande che chiunque, in queste settimane, ha nella mente: «Le novità non mi spaventano, mi spaventa dover affrontare un ulteriore aggravio di tempo dedicato alle incombenze, specie quando di mezzo ci sono le novità» è l’analisi di Alessandro Boatto, imprenditore nel settore dei pavimenti in legno.

ANCORA BUROCRAZIA E ADEMPIMENTI?
Perché ciò che pesa più di qualsiasi altra cosa, alla fine, è la sequela di adempimenti alla quale aggiungere le più disparate scadenze da non dimenticare. Per questo in molti pensano di iniziare a interagire con la fatturazione elettronica prima che diventi un obbligo: «Sono favorevole all’innovazione e all’elettronica – conferma Davide Zecchinato dell’omonima officina meccanica – L’importante è che l’iter non si inceppi, che i programmi dialoghino tra loro e che tutto proceda in modo regolare. O, almeno, che non si fermi un’azienda per un eventuale errore iniziale in qualche fattura».

Il Governo ha già risposto a quest’ultima obiezione introducendo il “cosiddetto semestre grigio della Fe”, ovvero un periodo di sei mesi a far data dal primo gennaio durante il quale non saranno previste sanzioni anche in caso di errata comunicazione: «Resta il fatto che ogni innovazione impatta soprattutto sulle piccole e medie imprese» denuncia Gabriele Brovelli, della Cb Brovelli. Tanto più che di normative alle quali star dietro ce ne sono già da perderci – per due dipendenti come nel caso della Cb Brovelli – due ore al giorno più il sabato.

COME SI FA CON L’ARCHIVIAZIONE?
«Mi impensierisce più di tutto l’archiviazione – ammette Viviana Bandera, della Bsa produzioni pubblicitarie di Legnano – è per questo che inizieremo prima dell’inizio dell’anno a utilizzare la fatturazione elettronica, per sperimentarne pregi e difetti. Prima di tutto, però, voglio capire».

A chiarire cosa c’è dietro la fatturazione elettronica e a presentare lo strumento messo a punto da Confartigianato-Artser per trasformare l’obbligo in opportunità hanno pensato la manager Servizio Fisco e Contabilità, Michela Cancian e la chief manager marketing e commerciale Elena Ambrosoli, introdotte dal direttore generale Mauro Colombo.

E saranno sempre loro a fare altrettanto in occasione dell’incontro in programma il 30 ottobre a Vigevano (Sala del Ridotto del teatro Cagnoni di Corso Vittorio Emanuele II, 45). Inizio alle 17.45 e conclusione attorno alle 19.

Perché di fatturazione elettronica c’è tanto da dire e altrettanto vale per eBox. Qualche info, dunque: per fare una fattura elettronica di vendita occorre un programma software che consenta la compilazione dei file in formato .xml e l’introduzione dell’indirizzo al quale recapitarla tramite Pec o Codice destinatario. Lo stesso vale per la ricezione. Certo, una volta inviata la fattura, non tutto potrà dirsi concluso poiché bisognerà fare attenzione all’esito dell’operazione che potrà essere di tre tipi: ricevuta di scarto entro cinque giorni (per carenza dei dati obbligatori), ricevuta di consegna (emissione e ricezione corrette), ricevuta di impossibilità di recapito (lo Sdi non è riuscito a portare a destinazione la fattura).

Non è comunque il caso di preoccuparsi, almeno in quest’ultimo caso, perché la fattura non recapitata rimarrà parcheggiata in un’area riservata dello Sdi, in attesa del ritiro. Per render noto all’interlocutore dell’avvenuta spedizione, tuttavia bisognerà consegnarne una copia cartacea via email. E, da quel momento, l’interlocutore-cliente avrà la possibilità di detrarre l’Iva.

NO AL FAI DA TE: C’E’ DI MEGLIO. C’E’ EBOX
E poiché restare soli davanti all’incombenza può apparire come un problema – e per certi versi potrebbe esserlo – vale ricordare che il ruolo degli intermediari rimarrà, sia per l’emissione che per la ricezione. Entra in gioco qui il ruolo di eBox, una vera e propria piattaforma per la digitalizzazione dell’impresa oltre che una web app messa a punto da Confartigianato-Artser per accompagnare le imprese nella gestione dei cambiamenti. A partire dal primo in calendario: la fatturazione elettronica.

varese - conferenza stampa asarva ebox 10-10-2018

GESTISCE, ARCHIVIA, CONTROLLA LE SCADENZE ED E’ SICURA
EBox controlla il numero di fatture inviate e ricevute, consente di crearne ex novo e di conservarle nel tempo, permette agli imprenditori di avere sempre sotto mano un proprio archivio che, con il tempo, verrà via via integrato, a cominciare dai documenti già a disposizione
. Un occhio all’azienda in tempo reale, uno strumento per non restare mani un passo indietro rispetto alle incombenze e per avere la garanzia di alert specifici ad ogni specifica scadenza.

Il tutto attingendo a criteri di semplicità e sicurezza oltre che poggiando sempre e comunque sul confronto personale che ciascun imprenditore potrà mantenere con il proprio consulente o assistente di riferimento. «Il guadagno principale? Il tempo (che si potrà risparmiare), lo spazio (che non si dovrà più occupare) e percorsi di formazione e/o assistenza personalizzate a seconda del livello di preparazione».

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